Biografia:

       Dario Argento nasce a Roma, il 7 settembre 1940, sotto il segno della vergine. Suo padre, Salvatore Argento, siciliano, è produttore, mentre la madre, brasiliana, Elda Luxardo, è una famosa fotografa di moda. Egli respira aria di cinema fin dalla più tenera età, grazie al padre che lo incoraggia a scrivere di cinema; articoli, recensioni che sono pubblicate in una rivista curata in collaborazione con i compagni di scuola. Frequenta il liceo classico, ma al secondo anno abbandona la scuola. A diciassette anni, Argento entra nel periodico "L'Araldo dello Spettacolo", poi a Roma lavora come critico cinematografico per il quotidiano "Paese Sera". Nello stesso anno vi è l'incontro fatale della sua vita: Sergio Leone, il padre del western-spaghetti, incontro che lascia un profondo segno in Argento. Leone ha appena terminato di girare "Il Buono, il Brutto e il Cattivo" (1966) e si accinge a portare sullo schermo "C'era una volta in America" (1984), ma i produttori americani insistono per un altro western. Leone, dopo qualche titubanza s'impegna a girare il film e incarica Argento della stesura del soggetto, affiancandogli Bernardo Bertolucci, che in futuro giocherà un ruolo importante nel cinema italiano. Vede così la luce "C'era una volta il West" (1968), la cui sceneggiatura è di Sergio Donati e i nomi di Argento e Bertolucci appaiono nei titoli di testa come autori del soggetto. Dopo aver scritto una grande quantità di sceneggiature di film western, erotici, bellici, Argento partecipa, nel ruolo di un timido prete nel film di Alberto Sordi "Scusi lei è favorevole o contrario?" (1966). Nel 1969 scrive e dirige "L'uccello dalle piume di cristallo". Il film è prodotto dal padre, con il quale fonda la S.E.D.A. Spettacoli. Con questo film, ispirato al romanzo "nero" di Fredric Brown, "La statua che urla", Argento dà vita a un particolare filone del cinema del terrore, basato sulla ricerca del sanguinoso e del macabro. Il film ha scarso successo nelle sale cinematografiche del Nord, ma in quelle del Sud è un successo. Il film ritorna nel Nord e raggiunge, in poco tempo, il miliardo d'incasso. Negli USA furoreggia, conquistando il primo posto nella classifica degli incassi, diventando così un fenomeno. Nasce così il mito Dario Argento. Il successo mondiale di questo film è tale che i produttori inducono a girare un nuovo film del terrore: "Il gatto a nove code" (1970). Il film incassa il doppio del precedente e il nome di Argento diventa un marchio di garanzia. Successivamente il regista romano scrive e dirige "Quattro mosche di velluto grigio" (1971), uno dei film a cui il regista è più affezionato. Il protagonista di questo film, batterista di un gruppo rock, doveva essere inizialmente interpretato da Michael York, ma alla fine il ruolo fu affidato a Michael Brandon, dopo essere stato proposto a Ringo Starr e a John Lennon. Nel 1972 produce la serie televisiva "La porta sul buio", e ne dirige gli episodi "Il tram" e "Testimone oculare". Nel 1973 Argento si stacca dal filone del terrore scrivendo "Le cinque giornate", per poi ritornarci due anni più tardi con il film da molti definito come il suo capolavoro: "Profondo rosso" (1975), il cui titolo di lavorazione era "La tigre dai denti a sciabola", tanto per restare nei titoli zoonomici. Grande novità è rappresentata dalla musica, presente in ogni momento del film. In un primo momento il regista affida la composizione della colonna sonora a Giorgio Gaslini, poi ne affida l'esecuzione ai Goblin, un fantastico e preparato gruppo rock capitanato dal pluritastierista Claudio Simonetti, figlio del più famoso maestro Enrico. I Goblin si formano sul filone del rock progressivo inglese (Nice-Emerson, Lake & Palmer, Yes), e, con la loro preparazione, arrangiano e trasformano il lavoro di Gaslini, ottenendo un risultato strabiliante, specializzandosi in band da colonne sonore e diventando collaboratori fissi di Argento per i successivi film, ad eccezione di "Inferno", la cui musica è affidata a Keith Emerson. Dario Argento dice: "Io penso che il cinema e la musica siano una grande alchimia". Dopo il grande successo di "Profondo rosso", Argento lascia il classico giallo pieno di psicopatici assassini con rasoio e ne scrive un altro imperniato sulla stregoneria, sul maligno e ai suoi seguaci: "Suspiria" (1977) sempre con la musica ispiratissima dei Goblin. Dice Sam Raimi: "Quando ho visto "Suspiria" a Detroit, il pubblico era impazzito, volavano popcorn, è successo di tutto. Questo è il cinema". Suspiria ha un successo enorme in America e specialmente in Giappone, dove "Profondo rosso" viene addirittura pubblicizzato con il titolo "Suspiria parte seconda"! Dopo aver collaborato alla realizzazione di "Zombi" di George Romero del 1978, ecco il secondo capitolo della trilogia cominciata con "Suspiria": "Inferno" (1980). Questo film ottenne poca considerazione in America, a causa della distribuzione non buona, ma un ottimo successo in Italia. Argento accantona momentaneamente la parte conclusiva della trilogia dedicata all'occulto, per ritornare al giallo classico: "Tenebre" (1982), che si avvale di nuove tecniche di ripresa. Il film non ottiene il consenso desiderato, anche se nel nostro Paese il successo non è trascurabile, per merito di una efficace pubblicità e di un trailer nel quale Argento si rivolge al pubblico, invitandolo a scoprire l'identità dello psicopatico assassino. Nel 1985 esce "Phenomena", con il quale Argento ritorna ad uno dei suoi temi preferiti: il luogo chiuso che ospita adolescenti, come la scuola di danza in "Suspiria" e i palazzi maledetti di "Inferno". L'ambiente è, in questo caso, un collegio in cui sono ospitate delle ragazze-bene, molto antipatiche che isolano e scherniscono la principessa degli insetti. Deludenti i film seguenti: "Opera" (1987), "Trauma" (1994), "La sindrome di Stendhal" (1996) e "Il fantasma dell'Opera" (1998) tanto per citarne qualcuno. Positivo in questo decennio di cinema argentiano è il secondo episodio del film "Due occhi diabolici" (1990): "Il gatto nero" ispirato all'omonimo racconto di Edgar Allan Poe. Degne di nota la produzione, soggetto e sceneggiatura di "Demoni" (1985) e "Demoni 2" (1986) entrambi diretti da Lamberto Bava, il soggetto e la sceneggiatura di "La Chiesa" (1989) e di "La Setta" (1991), entrambi diretti da Michele Soavi. Pare che Dario Argento voglia realizzare una serie di gialli per la televisione e un film giallo, magari con la colonna sonora dei Goblin.
 

 

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